Giovanni Vozzi sul palco di TEDxCortina parla di biofabbricazione e stampa 3D di organi umani.

BIO

Giovanni Vozzi si è laureato in Ingegneria Elettronica nel 1998 presso l’Università di Pisa. Nel 2002 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Bioingegneria presso il Politecnico di Milano. Dal 2002 al 2006 è stato Post-Doc lavorando alla progettazione e realizzazione di sistemi di microfabbricazione per applicazioni in Ingegneria dei Tessuti e Medicina Rigenerativa presso il Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e presso l’IMCB del CNR di Pisa.

È professore ordinario di Bioingegneria presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e direttore del Laboratorio di Biofabbricazione. È stato cofondatore, membro del consiglio di amministrazione e tesoriere della ISBF. È membro dell’IEEE e vicepresidente del Gruppo Nazionale di Bioingegneria.

I suoi principali interessi di ricerca riguardano la progettazione e realizzazione di tecniche di biofabbricazione multimateriale e multiscala e di modelli 3D di tessuti umani in vitro.

UNA CHIACCHIERATA CON GIOVANNI

Il team comunicazione ha intervistato Giovanni Vozzi, speaker dell’edizione “Now”, TEDxCortina 2024.

〉Ripensando a TEDxCortina, cosa ti ha colpito di più? Cosa consiglieresti al te stesso di allora, prima di salire sul palco? Se potessi tornare a quel momento, quale consiglio daresti a te stesso prima di salire sul palco?

L’impressione più forte che mi è rimasta del TEDxCortina è la camminata dalla postazione dove sono stato microfonato al palco. Il cuore batteva all’impazzata, avevo paura che la voce non uscisse e che non fossi in grado di trasmettere il giusto messaggio. La camminata mi è parsa durare una vita e che non stavo camminando sulla terra ma quasi in assenza di gravità.

Eppure, di presentazioni scientifiche a congressi ne ho fatti tanti, ovvio un po’ di agitazione c’è sempre ma poi mi passa subito, lì invece era diverso perché dovevo tradurre i miei concetti scientifici in un linguaggio comprensibile a tutti, cercando di evitare fraintendimenti e non trasmettere concetti errati. Ma poi una volta sul palco vedere il pubblico desideroso di ascoltare ciò che stavo per dire mi ha fatto tornare alla realtà e mi sono sentito come a casa di qualche amico, che non lavora nel mio settore e mi chiede qual è la mia ultima ricerca e quindi è diventato un colloquio tra amici più che la lezione accademica.

Dal giorno del tuo TEDxTalk a oggi, come si è trasformata l’idea che hai portato sul palco? È cambiata, si è evoluta o ha preso direzioni che non avevi previsto?

Dal mio talk, la cosa che mi ha colpito è che molta più gente si è interessata alla biofabbricazione, scrivendomi per chiedere informazioni e chiarimenti. Inoltre, vedo che questo settore sta prendendo sempre più piede nell’ambito della ricerca; ho anche vinto ben tre progetti europei su questa tematica, che si sta strutturando come un vero e proprio percorso non solo scientifico ma anche tecnologico, con notevoli potenzialità di ricadute cliniche. Del resto, la mancanza di organi da trapianto, come ha drammaticamente ricordato il caso del bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore mal riuscito, ha acceso ancora di più i riflettori su questo settore.

Purtroppo, solo chi si occupa di aspetti regolatori è ancora rimasto un po’ sordo a questa necessità, ma credo che col maggiore interesse che questa tematica sta riscuotendo anche chi si occupa di normative in ambito medico-tecnologico inizierà a darsi una mossa.

Oggi la sfida principale su cui mi sto cimentando è principalmente legata a cercare di biostampare direttamente nel corpo umano del paziente in modo da accelerare sia i tempi di rigenerazione dei tessuti stampati, sia riduzione dei costi, perché in questo modo non serve aspettare che il tessuto si rigeneri in un incubatore esterno che non è in grado di simulare il corpo umano.

Infatti, il corpo umano è il migliore incubatore per favorire in modo controllato e sterile, e con i giusti stimoli biomeccanici. Inoltre, sto cercando di rendere queste tecnologie sempre più user-friendly in modo che non serva un ingegnere per utilizzare ma con il giusto training qualsiasi clinico o biologo o biotecnologo le possa facilmente adoperare.

La domanda che resta ancora aperta è:

come riuscire a sviluppare una rete vascolare adeguata a permettere la giusta vascolarizzazione del tessuto in modo analoga a quella fisiologica umana e non ipersviluppata, che potrebbe portare alla formazione di tessuti non fisiologici o tumorali.

Per ottenere una risposta adeguata a questo quesito occorrerà però aspettare che i biologi conducano ricerche più approfondite ed innovative che permettano di capire qual è lo stimolo (chimico, meccanico, topologico, …) o la loro combinazione che regola lo sviluppo della rete vascolare umana.

TEDxCortina TALK

Il corpo umano è una macchina perfetta in cui ogni parte collabora per ottimizzare energia e funzioni. Ma cosa succede quando un “componente” si danneggia?

La biofabbricazione risponde a questa sfida: unendo stampa 3D e 4D, materiali biocompatibili e cellule, è in grado di ricreare veri e propri pezzi di ricambio che mimano perfettamente i tessuti e gli organi originali.

In questo talk Giovanni Vozzi esplorerà i traguardi attuali e le frontiere future di questa tecnologia, sempre più vicina a una medicina personalizzata su misura per ogni paziente.