BIO
Chiara Mugnai è una Data Scientist con esperienza internazionale, laureata in Ingegneria Bionica alla Scuola Superiore Sant’Anna.
Ha lavorato in Italia e nel Regno Unito tra multinazionali come Konica Minolta e Baker Hughes e la startup DataSine, acquisita da Shutterstock nel 2021, e ha dedicato anni alla costruzione di software basati sull’intelligenza artificiale.
Oggi è cofondatrice di Eoliann, startup dedicata alla resilienza climatica, e coltiva passioni creative tra scrittura, canto e podcast.
OLTRE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: PERCHÉ L’IMPERFEZIONE CI RENDE UMANI
A due anni dal suo intervento sul palco di “Now” TEDxCortina 2024, Chiara Mugnai torna a riflettere sui temi del suo talk: un viaggio tra l’evoluzione degli agenti AI e la riscoperta del valore del limite, che ci rende unicamente umani.
Ad agosto 2024 ho parlato di chatbot e Intelligenza Artificiale sul prato del TEDxCortina. Da quel periodo a oggi gli agenti AI sono diventati sempre più comuni, la tecnologia non si è fermata un attimo e l’hype (o bolla economica) ancora fatica a scemare.
Per fortuna il pensiero che ho esposto quell’estate non è invecchiato così velocemente: sono ancora convinta che i modelli che utilizziamo, con grande dispendio di energia elettrica, per cercare risposte o fare cose al posto nostro, siano troppo zelanti e ignari della scarsità insita nella vita terrena.
Per fare un esempio innocente, un programmatore mi ha raccontato che ha messo un agente a gestire il suo account sul sito di vendita di oggetti usati: è comodissimo quando trasforma la bozza e le foto che gli dai in un annuncio completo e preciso ben indicizzato sul portale, oppure quando risponde alle domande di chi è interessato a comprare l’oggetto. Il problema è che se una persona offre la metà del prezzo sull’annuncio, l’agente virtuale talvolta risponde sì in vece del proprietario, perché la smania di concludere la transazione supera qualsiasi senso del valore o diffidenza che avrebbe guidato un essere umano.
Ovviamente questo esempio genera un danno molto limitato, ma qualunque agente utilizzato in un ambito aziendale, dove dovrebbe manovrare cifre più significative, rischia di fare danni proporzionalmente più ingenti.
Quindi qual è la soluzione? Addestrare dei bot più scaltri, che rilanciano e non accettano offerte da elemosina. Ma per essere scaltro, un bot dev’essere un po’ malizioso? E quale è il limite tra malizioso e maligno? Ci possiamo permettere di sguinzagliare bot tanto smaliziati da essere anche potenzialmente prepotenti?
Basta distrarsi un attimo e si finisce a parlare di filosofia.
A proposito di carenze nell’apprendimento, c’è una cosa che ho imparato dall’esperienza del TEDx: non so parlare in pubblico.
Questa non è una condanna, è un limite, che mi ha portata a immortalare su YouTube un discorso pronunciato con una lentezza estenuante, nonostante il mio cuore trottasse e il mio cervello si attivasse per anticipare ansiosamente la parola successiva da pronunciare.
Così come i Large Language Model si danno il privilegio di leggere milioni di pagine di testo e sbagliare a scrivere, prima di imparare a ragionare, anche noi umani dobbiamo farci questo favore: fare qualcosa al di sotto delle aspettative è solo una misura della nostra preparazione attuale. Se continuiamo a confrontarci con i professionisti e le professioniste non daremo mai la possibilità al nostro “io principiante” di diventare praticante e poi esperto.
Per questo motivo ho riconosciuto la mia attuale incapacità e mi sono iscritta a un corso di teatro, strabiliata dalle capacità oratorie di uno degli studenti degli anni passati. Un passo alla volta, sono fiduciosa che ascoltarmi parlare diventerà più godibile, e spero ci siano in futuro nuove occasioni per misurare a che punto sarò arrivata!
Auguro a chi ha letto pazientemente fin qui di trovare qualcosa di divertente in cui migliorarsi.
TEDxCortina TALK
Chiara Mugnai esplora il confine tra intelligenza artificiale e umana, smontando l’idea che la tecnologia possa sostituire l’uomo e rivelando i limiti dei chatbot, definiti come “pappagalli stocastici“.
Ingegnere e innovatrice, sostiene che la nostra mortalità e il senso del limite siano ciò che ci rende davvero insostituibili, sottolineando l’importanza dell’etica e della consapevolezza per rimettere l’essere umano al centro del futuro digitale.

